12 cose che un insegnante deve sapere sull’autismo

12 cose che gli insegnanti devono sapere sull'autismo

A volte gli insegnanti si trovano impreparati davanti all’arrivo di un bambino autistico nella loro classe, a causa del fatto che c’è ancora scarsa informazione su questa condizione.

Lisa Smith, madre di un bambino autistico, ha stilato per AutismSpeaks la seguente lista delle 12 cose che ogni mamma di un figlio autistico desidererebbe che un insegnante sapesse.

Sebbene questi siano i punti più rilevanti da tenere in considerazione, ricordiamo agli insegnanti e a tutte le figure a contatto con i bambini che è fondamentale conoscere il bambino e fare domande alla famiglia, ai terapisti e agli specialisti per poterlo supportare nell’apprendimento e nell’inserimento nel gruppo classe.

1. L’autismo non è uno solo, è un ampio spettro.

Se hai avuto altri studenti con autismo, quasi certamente ti sarai fatto un’idea generale sull’autismo, ma noterai comunque delle differenze in mio figlio.

Se hai domande su mio figlio o su come l’autismo si manifesta in lui, chiedi.

Apprezzerò molto la tua volontà di conoscere meglio mio figlio e le sue esigenze.

 

2. Avere una routine e avvisarlo dei cambiamenti è utile per un bambino autistico.

Sebbene sappiamo quanto sia importante lavorare quotidianamente per migliorare la flessibilità, mio figlio potrebbe non trovarsi a suo agio con le sorprese e i grandi cambiamenti nella routine giornaliera.

Cose come la sostituzione di un insegnante, il suono di un allarme antincendio o un’escursione gli procurano ansia. Fornirgli un avviso e delle istruzioni chiare lo aiuta.

 

3. Un bambino autistico ha bisogno di più tempo per processare il linguaggio.

Usa un linguaggio semplice e frasi brevi, dai istruzioni con non più di due passaggi.

Dai a mio figlio almeno tre secondi, dopo che fai un’affermazione o una domanda, per risponderti.

Se scegli di ripetergli una frase, non riformularla in modo diverso, altrimenti lui avrà bisogno di processarla nuovamente. Mettergli fretta potrebbe creare in lui maggiore confusione e ansia, rallentando il processo di apprendimento.

 

4. Linguaggio ricettivo e linguaggio espressivo sono due cose diverse.

Mio figlio capisce molto meglio di quel che credi.

Lui può non essere capace di dire a parole tutto ciò che vuole, ma può ripetere frasi lunghe e complesse senza capire il significato delle parole che pronuncia.

Per questo a volte è difficile capire esattamente cosa mio figlio sappia e cosa deve ancora imparare.

 

5. I bambini con autismo hanno difficoltà a comprendere il linguaggio figurato.

Il linguaggio figurato, le metafore e le idee astratte sono un mistero per un bambino autistico.

Perciò, quando, per esempio, dici “tieni il passo” gli altri studenti capiranno che li stai invitando a camminare più velocemente, mentre mio figlio cercherà qualcosa chiamato “passo” da tenere in mano. Questo genere di cose accade in continuazione.

 

6. Un bambino con autismo può fissarsi su un argomento o un oggetto.

Mio figlio è ossessionato da cose che a me e a te non interessano.

Lui può voler parlare dei personaggi dei film Disney per tanto tempo, senza che ci sia modo di distrarlo. Rimane bloccato in un continuo loop.

Qualche volta questi interessi possono essere inclusi nei suoi insegnamenti, ma il più delle volte tendono a distrarlo dall’apprendimento.

 

7. Un bambino con autismo può aver bisogno di aiuto nell’interazione sociale.

Mio figlio probabilmente appare disinteressato nello stare con i suoi compagni, e potrebbe realmente esserlo, ma non svilupperà mai delle abilità sociali se non continuiamo a tentare di avvicinarli.

Tu hai un contesto perfetto per aiutarlo a sviluppare le sue capacità sociali a scuola, qualcosa che io ho più difficoltà a ricreare a casa, quindi sarebbe davvero molto d’aiuto se tu sfruttassi ogni occasione possibile di incontro con l’altro.

 

8. Le percezioni sensoriali distraggono i bambini autistici.

Suoni che sono appena udibili per te possono distrarre mio figlio e e interferire  con il suo apprendimento.

La consistenza di alcuni oggetti può far sì che mio figlio, toccandoli, si ritragga con disgusto e alcuni odori potrebbero essere disturbanti per lui, pur se piacevoli per noi. Per favore, considera questi aspetti.

Il sovraccarico sensoriale talvolta può sormontarlo e causare una e creare in lui una forte agitazione, che può sembrare un attacco d’ira, ma non lo è affatto.

 

9. I bambini con autismo hanno dei comportamenti stereotipati quando sono eccitati, annoiati o stressati.

Mio figlio ha bisogno di essere di imparare comportamenti funzionali che piano piano potranno sostituire quelli stereotipati.

Certi comportamenti lo faranno apparire strano agli occhi dei suoi compagni.

Per favore, considera di dare alla classe una spiegazione sull’ autismo appropriata all’età, per aiutare gli altri bambini a comprendere.

 

10. I rinforzi positivi possono essere utili, ma le punizioni no.

Le punizioni danno vita a stati di ansia e impediscono i progressi. Il bambino lavorerà in vista di una ricompensa, ma si bloccherà se avrà paura di essere punito.

 

11. Le persone con autismo dicono la verità per come appare.

Mio figlio può dirti che hai perso peso, che hai bisogno di farti la barba o che hai un cattivo odore: non prenderla sul personale. Una certa dose di senso dell’umorismo è essenziale per lavorare con i bambini autistici.

 

12. I bambini autistici non sono terrificanti e incapaci di essere amati. Sono semplicemente differenti.

A volte le differenze intimidiscono, ma conoscere più approfonditamente l’autismo e mio figlio ti aiuterà. Io ti aiuterò! Sarò felice di rispondere ad ogni tua domanda.

 

Questo era il messaggio di Lisa per gli insegnanti di suo figlio. E tu cosa chiariresti con gli insegnanti di tuo figlio, se sei un genitore? O cosa chiederesti ai genitori del tuo studente autistico, se sei un insegnante? Scrivilo nei commenti.

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2 Risposte

  1. Maria Privitera ha detto:

    Sono un’insegnante di sostegno della scuola dell’infanzia e lavoro a Reggio Calabria. Io chiedo sempre ai genitori quali sono le cose che il bambino ama fare a casa, quali le cose che catturano il suo interesse, quale alimento preferisce mangiare, quale il suo giocattolo preferito…insomma voglio sapere tutto del bimbo, ciò che lo “fa stare bene”,che gli procura piacere e ciò che lo disturba, lo fa stare male. Essere a conoscenza di queste informazioni mi aiuterà a lavorare bene con l’alunno e a capirlo sempre meglio. Questo porrà le basi per un “incontro” positivo e rispettoso che agevolerà l’apprendimento

  2. Ivana Solombrino ha detto:

    Chiederei di avere un rapporto di collaborazione tra noi insegnanti e terapisti per rafforzare e incentivare i progressi del bambino

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