3 cose da sapere prima di iniziare una terapia ABA

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Terapia ABA. Oggi vogliamo fare un po’ di chiarezza sull’approccio basato su questa scienza attraverso 3 concetti principali da non sottovalutare. Scopriamo cosa devi sapere prima di iniziare una terapia ABA.

In questi ultimi anni, sono spuntati come funghi nuovi approcci per aiutare le persone con autismo, alcuni validi altri meno. Districarsi nella giungla delle informazioni relative a ciascun approccio è una vera e propria impresa: ognuno ha i suoi concetti base, le sue strategie, i suoi metodi, i suoi strumenti, i suoi materiali, ecc.

È facile andare in confusione e, a questo punto, diventa molto difficile scegliere a quale approccio affidarsi.

Anche perché tutti promuovono l’approccio che utilizzano come se fosse il migliore sulla faccia della terra e non esistesse nient’altro.

Dove sta la verità?

Da nessuna parte. Sei solo tu che puoi decidere cosa è meglio per la persona con autismo di cui ti prendi cura. E in questo processo decisionale, ti consigliamo fortemente di sentire il parere di un esperto, un vero esperto (su questo ci torneremo in un prossimo articolo).

 

In questo articolo, senza alcuna pretesa di avere tra le mani il sacro graal dell’autismo, vogliamo darti una panoramica generale di un approccio di cui si sta discutendo molto in quest’ultimo periodo.

Un approccio che noi stessi utilizziamo. Un approccio basato sull’ABA.

E soprattutto vogliamo dirti cosa devi sapere prima di iniziare un intervento basato sull’ABA per non sprecare tempo (e soldi) senza ottenere risultati significativi.

 

Prima di tutto: cos’è l’ABA?

 

L’ABA è l’acronimo inglese per Applied Behavior Analysis che in italiano traduciamo con Analisi del Comportamento Applicata.

L’ABA è una scienza nata negli Stati Uniti nel 1968 e ormai usata in tutto il mondo.

Si basa su un processo molto semplice:

  • studiare il comportamento scomponendolo in tutte le sue parti
  • capire in modo oggettivo quale conseguenza mantiene un determinato comportamento
  • e infine modificare le condizioni alla base di quel comportamento per promuovere i comportamenti positivi e ridurre quelli negativi

Ciò che rende efficace l’ABA è la presenza di centinaia di procedure già testate sul campo che sono state validate scientificamente a livello internazionale e che è possibile prendere e personalizzare su un ragazzo per avere la certezza di ottenere un miglioramento.

Ora che vi siete presentati (tu e l’ABA), andiamo a vedere cosa devi assolutamente sapere prima di iniziare una terapia ABA per non comprometterne l’efficacia.

 

#1: l’ABA non è interpretazione

Spesso siamo portati a pensare “il bambino si comporta così perché è frustrato” oppure:

“urla perché è autistico”.

Queste spiegazioni sono mentalistiche ossia sono interpretazioni soggettive di un determinato comportamento.

Oltre al fatto che potrebbero essere false o troppo semplicistiche, queste interpretazioni fanno riferimento a processi interni alla persona che non siamo in grado di osservare in modo oggettivo.

L’ABA, invece, è osservazione oggettiva del comportamento.

 

Dunque ci “limiteremo” ad osservare il comportamento, analizzando anche le condizioni ambientali in cui avviene il comportamento (l’evento che avviene prima) e la conseguenza del comportamento (l’evento che avviene dopo). Tutto questo con il supporto di un esperto di ABA.

Solo con questi dati, saremo in grado di dare una spiegazione oggettiva del perché avviene quel comportamento. In altre parole, una spiegazione funzionale, cioè qual è la specifica funzione a cui risponde quel comportamento.

Attenzione. Questa funzione non l’avremo dedotta noi in modo arbitrario.

Infatti, l’ABA prevede delle regole precise con cui capire a quale funzione risponde un determinato comportamento.

Le funzioni principali del comportamento sono 4 e ne parliamo in questo articolo sui comportamenti problema.

 

Riassumendo: la spiegazione di un comportamento deve esserci, perché, prima di decidere se intervenire su un comportamento e come farlo, dobbiamo capire il motivo per cui la persona con autismo si comporta in un determinato modo.

Questa spiegazione, però, deve essere funzionale e non mentalistica: deve descrivere il comportamento in termini oggettivamente osservabili e deve far riferimento agli eventi che avvengono prima e quelli che avvengono dopo il comportamento stesso.

 

 

#2: hai un grande alleato chiamato “rinforzo”

Hai mai insegnato ad un bambino di 2 anni a fare la pipì nel vasino?

È un compito molto difficile perché il bambino fa da sempre la pipì nel pannolino e non gli viene in mente neanche per un secondo l’idea che si possa fare in un altro modo.

Per di più, non è in grado di capirne il perché.

Una strategia possibile è quella di utilizzare un biscottino, un gioco che a lui piace o qualsiasi cosa per lui appetibile, da consegnarli dopo che ha eseguito il compito: la pipì nel vasino.

 

Dopo un po’ di tempo, diventerà un fatto naturale e sarà il bambino che spontaneamente ti chiamerà per andare a fare la pipì nel vasino perché vuole il suo biscottino, il suo premio.

Possiamo dire che questo premio funziona come rinforzo per aumentare la frequenza del comportamento di andare a fare la pipì nel vasino.

 

Con l’ABA funziona esattamente allo stesso modo. Uso il rinforzo, un evento successivo ad un comportamento, che ha la proprietà di aumentare la frequenza del comportamento stesso.

Il rinforzo è uno strumento potente nelle nostre mani perché ci permette di insegnare senza obbligare ma coinvolgendo il bambino in vista di qualcosa che lui desidera. In altre parole, lavoriamo sulla sua motivazione, la voglia di ottenere il premio.

 

Quando mettiamo in atto una terapia basata sull’ABA cercheremo non solo degli oggetti appetibili con la funzione di rinforzo ma anche attività piacevoli con cui insegnare nuove abilità e faremo in modo che noi stessi possiamo essere percepiti come un rinforzo per il bambino.

Questo si fa attraverso il processo chiamato pairing.

 

#3: tutto deve essere misurato

La misurazione è un aspetto dell’ABA che non piace molto perché si tratta di raccogliere dati e si sa, i dati non sono molto simpatici.

È un processo lungo, faticoso e spesso noioso ma certamente indispensabile per la buona riuscita di una terapia.

Purtroppo, sono pochi a farlo e questo può essere davvero controproducente per una persona con autismo e, in alcuni casi, mandare a monte intere ore di terapia.

L’ABA è scienza e, come ogni scienza, si basa su evidenze oggettivamente misurabili.

In altre parole, se due persone osservano lo stesso fenomeno devono poter arrivare alla stessa conclusione. E ciò è possibile solo se c’è qualcosa che nessuna delle due persone può contestare: i dati ossia i numeri oggettivi.

Ecco un esempio molto concreto che ti aiuterà a comprendere meglio l’importanza della misurazione:

 

Giovanni (nome di fantasia) ha un comportamento problema: lancia oggetti per aria.

Una volta individuata la funzione di questo comportamento, eseguo un intervento per ridurne la frequenza.

Come faccio a capire se la frequenza è diminuita a seguito del mio intervento?

Posso semplicemente basarmi su una impressione generale?

E se la mia impressione è diversa da quella di un’altra persona? Come faccio a stabilire chi ha ragione e chi torto e quindi se l’intervento è stato efficace oppure no?

Semplice. Raccogliamo i dati.

 

In questo caso, significa:

  • misurare la frequenza (numero di volte/tempo) del comportamento prima del mio intervento (quella che tecnicamente si chiama “baseline”)
  • misurare la frequenza del comportamento dopo il mio intervento.

 

Se prima la frequenza era 1 volta al minuto e adesso è 1 volta ogni 3 minuti allora so che l’intervento sta funzionando e che devo continuare su questa strada per ottenere ulteriori miglioramenti.

Viceversa, se prima la frequenza era 1 volta al minuto e adesso è 1 volta ogni 30 secondi, vuol dire che quello che faccio non funziona e dovrò rivedere il mio intervento.

O ancora, se sono in grado di suddividere le misurazioni per contesti (scuola, casa, centro di terapia, ecc.), magari osservo che la frequenza è più alta in un determinato contesto e più bassa in un altro.

È molto probabile, dunque, che ci siano fattori diversi che influenzano quel comportamento e dei quali dovrò tenerne conto per un intervento più efficace.

 

 

Non raccogliere i dati, vuol dire lasciare tutto alle impressioni personali che sono assolutamente arbitrarie e non corrispondono sempre alla verità.

E questo è il peccato più grande che possiamo commettere verso una persona con autismo perché non misurando oggettivamente il risultato del nostro lavoro, non sappiamo se ciò che facciamo è efficace o meno. Di conseguenza rischiamo di commettere due gravi errori:

  1. interrompere un intervento efficace o
  2. portare avanti un intervento che invece risulta inefficace.

Stiamo quindi semplicemente riempendo le ore di terapia con attività più o meno divertenti senza portare la persona con autismo verso un reale miglioramento della sua qualità di vita.

 

 

Disclaimer: questo articolo non persegue gli scopi di letteratura scientifica ma vuole essere un modo per semplificare concetti più complessi a chiunque sia interessato a conoscere il mondo dell’autismo

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44 Risposte

  1. aldo ha detto:

    Sono sempre più convinto che queste pillole di formazione e informazione su come relazionarmi con un alunno con autismo sono fondamentali,mi date la possibilità di sbirciare su quello che inviate e credetemi sono di dìuna grande utilità. Quando fate un’altro corso on line? visto che nn mi è possibile spostarmi dalla mia città? grazie per tutto–

  2. noemi ha detto:

    buongiorno, nella mail che mi avete mandato c’era scritto di sentirmi libera di scrivere un commento. altrimenti me ne sarei stata zitta. secondo me aba può essere deleterio per la maggior parte degli individui con spettro autistico e soprattutto considero la strategia dl rinforzo aberrante e rovinosa. ritengo efficaci esclusivamente gli interventi medici (medicina naturale e analoghe). rimane comunque interessante leggere pareri contrastanti col mio.

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      ciao Noemi. Hai fatto bene a commentare. Ognuno deve esprimere il proprio parere. Ci piacerebbe conoscere le ragioni della tua opinione. Grazie 🙂

    • Valeria ha detto:

      Esistono studi scientifici che ti smentiscono! Non è un’opinione aba, è una scienza. Ognuno libero di fare quello che vuole con i propri figli ma guardiamo un po’ fuori confine…

  3. Mauro ha detto:

    Scusate la mia ignoranza: mi sono approcciato alla lettura dell’atricolo in questione, ma già dai primi paragrafi, accertate che con il metodo Aba vi è certezza di ottenere un miglioramento. Certificate che con altri metodi, questa certezza non c’è: si che basi?. L’incongruenza, a mio modesto parere, sta nel fatto che poche righe prima affermate che tutti pretendono di avere la soluzione in tasca…
    Lungi da me far spiccia polemica, parliamo di intervenire su esseri umani e non numeri. Ma sono stanco di sentire in approccio queste tesi.
    Buon lavoro. Onore a chi si spende per queste persone.

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      ciao Mauro. Grazie mille per il tuo commento perché ci permette di fare chiarezza.
      La certezza dei risultati non è nostra opinione ma sono i numeri oggettivi dell’ABA.
      E questo lo si capisce anche dal fatto che l’ABA non è un metodo ma una scienza e per definizione una scienza è oggettiva e misurabile, altrimenti non sarebbe tale.
      Infine, l’ABA come scienza può essere oggettiva e molto basata sui “numeri” (che indicano i progressi dei ragazzi). L’umanità va ricercata, nel modo in cui ci si relaziona con i ragazzi e si applica l’ABA.

  4. Francesco Morgese ha detto:

    Abbiamo un bambino di 6 anni con dps nas e iperattività.Ci hanno parlato benissimo della vostra struttura e del vostro modo di lavorare e vorremmo iniziare una terapia aba…
    Avremmo una certa urgenza
    Saluti

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      ciao Francesco, vai nella sezione contatti. Qui trovi il numero della segreteria. Riapriamo a settembre

  5. Fede ha detto:

    Ciao ho una bimba di 4 anni che ha un ritardo che ancora non li hanno messo un diagnoso la terapia Aba funziona anche per i bimbi non autistici

  6. Federico ha detto:

    Buonasera, ho un bimbo di 4 anni e mezzo diagnosticato pochi mesi fa. E’ stato definito ad “alto funzionamento”, curioso, attento e interessato (il QI è pari a 92) e non ci sono comportamenti problema a parte qualche stereotipia motoria. Ha linguaggio un pò ecolalico ma lentamente migliora. Va ovviamente sostenuta tutta la sfera sociale e si dovrà lavorare molto sulla “teoria della mente”. Non stiamo seguendo terapia comportamentale. Il centro presso cui siamo in carico (noto a livello nazionale) non segue un metodo specifico ma si lavora sulla riorganizzazione funzionale della “materia grigia”, complice la plasticità, puntando molto sulla motivazione. Molto efficace la pratica del karate (1 ora a settimana) nell’accrescimento dell’autostima e nel miglioramento dell’adattamento sociale nonchè psicomotricità acquatica nel favorire l’intersoggettività. Questo approccio sta funzionando(contestualizzato sul nostro bimbo pertanto lungi dal generalizzare) e da genitore, con l’ausilio di ben due pareri esperti pensiamo di aver preso la strada giusta. L’ABA non è l’unica strada percorribile. Una personale considerazione: Se un bimbo funziona bene e non ha comportamenti problema a mio modesto avviso bisogna mantenere un delicato equilibrio tra funzionamento e motivazione. Se sale troppo l’asticella del primo e non è sorretto dal secondo mi immagino nel futuro un fragile castello di carta. Detto altrimenti anche per i neurotipici intelligenti e demotivati la depressione (e quanto ne consegue). si affaccia minacciosa…figurarsi per chi è afflitto da disturbo dello spettro autistico.

    • Anna ha detto:

      Posso chiedere dove so trova il centro a cui siete stati affidati e che è riconosciuto a livello nazionale? Grazie dell’informazione.

  7. Eugenio Angelini ha detto:

    La terapia Aba esiste anche in Germania?

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      Ciao Eugenio. Certo. Ci sono persone qualificate sull’ABA anche in Germania. È una scienza che è già presente in tutto il mondo.
      Se vuoi contattare uno di questi professionisti, visita questa pagina: http://info.bacb.com/o.php?page=100155
      Nella sezione “international” seleziona Germany e ti comparirà l’elenco dei professionisti (BCBA) tedeschi che sono certificati per applicare l’ABA

  8. Maria ha detto:

    Dove si trova il vostro centro? Io sono di Taranto è ho un bimbo di 4 anni con spettro autistico

  9. Margherita Gualtero ha detto:

    Buongiorno io sono di Rieti, c’è una sede pereferente intraprendere un percorso Aba in zona?

  10. Antonella ha detto:

    Sto attualmente partecipando ad un corso per RBT, avrei , io come i miei colleghi bisogno di un supervisore ma non ne riusciamo a trovare….come potete aiutarci?
    Siamo di Palermo

  11. marta ha detto:

    buonasera, il metodo è applicabile anche a soggetti con generico ritardio mentale? o comunque si può valutare a seconda dei casi? grazie

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      ciao Marta,
      l’ABA è applicabile a qualsiasi persona e per qualsiasi condizione.
      Pensa che, ad esempio, viene utilizzato anche per smettere di fumare o semplicemente per preparare un esame universitario.
      Essendo un metodo che lavora sul comportamento è trasversale a qualsiasi campo e condizione perché tutto è comportamento.
      Detto questo, ha avuto un’applicazione per l’autismo e altri disturbi dello sviluppo in maniera molto massiccia, producendo degli ottimi risultati.
      Facci sapere se abbiamo risposto alla tua domanda o se hai bisogno di ulteriori chiarimenti.

  12. antonio ha detto:

    SALVE,
    ho un bambino di 2 anni e 2 mesi a cui hanno diagnosticato disturbi di spettro autistico, non ha sterotipìe bensì non parla ( ma emette tutti i suoni) e si relazione pochissimo con altri bambini ( frequenta l’asilo da parecchi mesi solo la mattina), ci han detto che l ABA potrebbe anche “ingessare ” il bambino e potremmo cominciare con la psicomotricità, noi genitori vorremmo anche comiciare l ABA, ma ci chiediamo se poi dovremmo comunicare con lui solo in quel modo….?

    • Associazione dalla lunaluna ha detto:

      Buongiorno Antonio. L’aba persegue l’obiettivo di insegnare dei comportamenti rilevanti per la persona che beneficia dell’intervento. Sicuramente uno dei primi obiettivi è fornire un sistema comunicativo al bambino, ma la scelta della specifica modalità dipende dal bambino. In alcune occasioni un sistema di comunicazione alternativa è un passaggio verso la comunicazione vocale. Le ricerche indicano che forme di comunicazione alternativa a quella vocale non inibiscono l’acquisizione del linguaggio vocale, ma ne rappresentano spesso un precursore.

  13. Patrizia Iaccino ha detto:

    Buonasera, sono Patrizia e sono docente specializzata alle scuole superiori. Vorrei informazioni sul metodo ABA in classe . Grazie

  14. Mariangela ha detto:

    Ciao. Sono Mariangela. Mia figlia 3 anni e 3 mesi ha un autismo HF lieve. Da vari NP mi è stato sconsigliato l’ABA, ma siceramente non sono convinta, in quanto gli unici problemi che abbiamo della bimba sono comportamentali (turni, pannolino). Consigliate un buon centro a Roma?

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      Ciao Mariangela su Roma possiamo consigliarti l’associazione Steps Aba o la BCBA Sara Bassani.

  15. Cinzia ha detto:

    Salve,volevo sapere se il metodo aba viene applicato solo ai bambini con autismo,vi spiego la mia situazione,ho un bimbo che ha appena compiuto 4 anni,ma a 2 anni e mezzo,tramite l asilo è scoccato un campanellino d allarme,dopo varie visite,mi hanno dato un sospetto dello spettro autistico,ho fatto i test cognitivi,ed è uscito con una diagnosi di ritardo del linguaggio e di conseguenza della sfera emotiva….ho portato il bambino a fare le sue terapie,psicomotocitra e logopedia,per quest ultima il bambino è sbloccato a livello di linguaggio,solo che per farlo sviluppare di più ha bisogno di un altro strumento,di un altro metodo e per lei è il metodo dei simboli cioè l aba…..ciò che mi chiedo è fattibile,e una strada adatta?nn vorrei che il bambino comunicherà solamente a livello di figure o immagini?premettendo che ha tanta voglia di comunicare,perché a suo modo e a piccole parole comunica,l unica cosa che nn fa ripetere la frase e alcune parole per intero…ed inoltre segni di miglioramenti ci sono……Grazie per l attenzione…Cinzia da Milano

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      Ciao Cinzia,
      l’aba non è il metodo dell’autismo ma la scienza del comportamento quindi serve a migliorare la qualità della vita di qualsiasi persona andando ad incrementare i comportamenti desiderati da insegnare e riducendo quelli problema. Se il bambino non comunica con il linguaggio è importante dargli l’opportunità di comunicare con sistemi aumentativi e alternativi (CAA). La CAA aumenta le probabilità che il bambino in futuro possa parlare piuttosto che ridurle, ma è necessario che possa esprimere i suoi bisogni in una modalità alternativa al linguaggio se questo oggi non è presente. In maniera parallela si potrà lavorare sulle abilità vocali del bambino per fare in modo che le parole siano utilizzate in maniera funzionale e sempre più comprensibile.

  16. Aleysa Isaac ha detto:

    Salve sono una mamma di un bimbo stupendo di quasi 4 anni al quale è stato diagnosticato da poco più di una settimana disturbo autistico moderato.e un bimbo molto solare e comunicativo super attivo e ossessionato dai mezzi di trasporto oltre che parla poco. Al momento sta facendo da 6 mesi psicomotiricita 2 volte a settimana e siamo.in attesa della logopedista con la terapista sta usando il metodo CAA che da i suoi risultati ma vorrei sapere che differenza ce fra la CAA e il metodo ABA ne sento parlare e mi domando se è così essenziale come mai non mi è stata consigliata per il mio bimbo?mi e stato detto che indipendentemente dal esito del testa Ados 2 la terapia no sarebbe cambiata.qualcuno sa dirmi qualcosa di più al riguardo?vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      Ciao Aleysa, la CAA è una branca della pratica clinica che si occupa di individuare strategie di comunicazione aumentativa e alternativa per persone che hanno un deficit nell’uso del linguaggio. L’ABA, invece, è la scienza del comportamento che é alla base dell’insegnamento di diverse abilità funzionali, incluse quelle comunicative. L’ABA, a differenza della CAA quindi, si occupa di modificare comportamenti in tutte le aree socialmente significative della vita della persona.

  17. Aleysa Isaac ha detto:

    Grazie mille per la risposta subitanea,allora devo dedurre che se non mi è stata proposta e perché al momento non ne ha bisogno?.ne ho sentito parlare come unica terapia efficace per i bimbi con il disturbo dell’spettro autistico quindi ho dato per scontato che dovesse farla.scusatemi se insisto con le domande ma sa è da poco che abbiamo avuto la notizia è dobbiamo ancora metabolizzare e più informazione riesco ad avere meglio potrò aiutare il mio bimbo.grazie mille ancora

  18. Aleysa Isaac ha detto:

    Scusate ancora…a questo punto mi piacerebbe sentire un vostro parere su la efficacia della terapia che stiamo facendo…dovrei cominciare una terapia Aba indipendentemente da che sto ottenendo dei risultati con la CAA?ed è veramente efficace per lo spettro dell’autunno moderato come dicono?

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      Come indicato dalle linee guida dell’istituto superiore della sanità l’ABA è una scienza efficace nel migliorare le abilità di persone nello spettro (ma è efficace per cambiare qualsiasi comportamento umano) e serve per insegnare tanti comportamenti funzionali e adattivi in varie aree.
      Quindi è consigliata a prescindere dalla diagnosi e dai risultati del test Ados-2.
      Non possiamo sostituirci ai professionisti ai quali ti sei rivolta e quindi non possiamo sapere perché non ti sia stata consigliata.
      Ti ribadiamo che l’ABA è una scienza basata sull’evidenza e supportata da una comunità scientifica internazionale.

  19. Gabriel ha detto:

    Buona sera,
    Sono Gabriele papà di David (3 anni), 10 giorni fa l’ospedale San Paolo di Milano ci dà la brutta notizia …e stato diagnosticato con disturbo dello spettro autistico (ICD 10 F84.0) con sintomatologia severa e ritardo dello sviluppo NAS (ICD 10 F79 ), volevo chiederli se riesce a darmi una dritta, se conosce un Instituto in zona Milano in grado di aiutare David al più possibile, la cosa più adatta per il suo problema. Per adesso abbiamo portato la cartella di David a Sacra Famiglia ,Don Gnocchi e ANFFAS ma le liste di attesa per le terapie parlano di 10 mesi di attesa e intendiamo di andare in privato a Sacra Famiglia. Grazie anticipatamente.

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      Ciao Gabriele, ti siamo vicino.
      Possiamo consigliarti di rivolgerti a delle figure professionali specifiche che si occupano di analisi de comportamento. Si chiamano BCBA. Così puoi iniziare a far seguire privatamente tuo figlio. Su Milano ti consigliamo (perché ne abbiamo esperienza diretta) Maria Rita Fodero.
      Altrimenti a questo link, puoi selezionare i BCBA della zona di Milano:
      https://www.bacb.com/services/o.php?page=100155

      Facci sapere se siamo stati d’aiuto o hai bisogno di ulteriori informazioni.
      Un caro saluto

  20. Francesca ha detto:

    Salve sono la mamma di un bimbo borderline di 6anni e mezzo che presenta deficit di lingua ggio, ripete solo le parole se richieste e che continua ad essere iper attivo e con una continua stereotipia di movimenti delle mani associati a parole tipo Tico tico. Fa aba da 3 anni 4 ore a settimana più 2 di logopedia, i terapisti dicono che è difficile da estinguere questa stereotipia xkè è troppo forte e viene fatta quando lui non è impegnato xkè in sessione collabora al 100%. Mi chiedo se davvero ci siano tutte queste competenze o se si potrebbe fare di più. Grazie

    • Associazione Dalla Luna ha detto:

      quando i comportamenti indesiderati sono mantenuti da rinforzo automatico è molto difficile che si riesca ad annullarli. Esistono degli Interventi ma generalmente un buon risultato è diminuirli in frequenza durata o intensità.
      Poi bisogna valutare quali sono gli interventi etici perché a seconda di come, quando, dove e per quanto tempo si verifichi la stereotipia sarà più o meno invalidante e quindi si deciderà se è opportuno o no fare un intervento valutando costi/benefici.
      Facci sapere se ti siamo stati d’aiuto o meno. Un caro saluto

  21. Aldo ha detto:

    Salve, sono il papà di una bimba di 18 mesi
    Mia figlia ha un ritardo di crescita SGA accumulato in pancia.
    Da che aveva 8 mesi fa fisioterapia perché non reggeva il tronco da seduta e da 3 mesi ora fa psicomotricitá.
    Lei ha una microdelezione al cromosoma 8p23, presente nella mamma e nel papà della mamma.
    Ad oggi ancora non cammina (gattona poco) e a stento vocalizza.
    Secondo il neurologo mia figlia ha un problema di natura genetica che non c’entra niente con la microdelezione
    Perché ha i ventricoli dilatati, ipoplasia renale segni disformici del viso.
    Siamo in attesa delle scale di sviluppo
    Mi consigliereste l’ABA?
    Ci sono centri buoni a Napoli?

  22. Francesca ha detto:

    Potrebbe spiegarmi, per cortesia , Cos’è un rinforzo automatico?

  23. Paola ha detto:

    Buonasera, sono di Fano
    Potete indicarmi qualcuno che possa assistere mia nipote con il metodo ABA? Lei ha 2 anni e 5 mesi e le hanno diagnosticato l’autismo
    Grazie

  24. Anna Di nuzzo ha detto:

    Buongiorno sono la mamma di Nicolò 7 anni sto cercando un terapista a a nella provincia di lecco. mi potete aiutare? Grazie Anna

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