Cosa vuol dire essere una ragazza autistica

Per una ragazza autistica la diagnosi può essere più complessa

I disturbi dello spettro autistico sono così definiti perché si manifestano in una grande varietà di sfumature diverse. Non esiste un solo tipo di autismo, dunque, non c’è un solo modo di essere una ragazza autistica.

 

L’importanza della diagnosi per una ragazza autistica

Riconoscere una ragazza autistica rispetto a riconoscere un ragazzo autistico può essere più complesso. Soprattutto nelle forme di autismo più lieve, infatti, i segnali tipici dei disturbi dello spettro autistico possono essere meno evidenti nelle donne giovani e adulte, perché fin da bambine tendono ad adattarsi con più facilità al contesto sociale e a coltivare degli interessi speciali, assottigliando quelle differenze nel relazionarsi con gli altri che diventano campanello d’allarme per genitori e insegnanti.

Una ragazza autistica che riesce a sopperire alle sue difficoltà comunicativo-sociali adeguandosi al contesto e agli altri attraverso un comportamento adattivo, può, ad esempio, mascherare problemi nello sviluppo delle abilità cognitive o delle funzioni esecutive, necessarie per la costruzione di una vita autonoma. La difficoltà di interpretazione delle intenzioni degli altri, inoltre, può esporre le donne autistiche a frustrazione, stress, pericolo di bullismo e abusi sessuali.

Per questo è molto importante diagnosticare l’autismo il prima possibile e aiutare lo sviluppo di ogni ragazza autistica con il supporto di uno psicoterapeuta specializzato e di terapisti esperti nell’analisi del comportamento applicata (ABA). La terapia ABA ha l’obiettivo di portare ogni persona con autismo a raggiungere il suo massimo livello di autonomia, permettendole di migliorare la qualità della sua vita e vivendo le sue esperienze in sicurezza.

 

Ragazze autistiche che hanno fatto la Storia

Un modello per ogni ragazza autistica – e non solo – è Temple Grandin. Ora professoressa associata della Colorado State University, Grandin ha ricevuto una diagnosi di “danni celebrali” all’età di 4 anni, in seguito alle gravi difficoltà nel parlare che mostrava. Successivamente la sua condizione è stata riconosciuta come autismo dai progressi della scienza, alla quale lei stessa ha dato un significativo apporto.

 

Proprio Temple Grandin ci ricorda che “il mondo ha bisogno di tutti i tipi di mente”, quindi ricordiamo che è giusto tutelare ogni inclinazione e ogni desiderio di espressione, sfatando il mito che vede le ragazze autistiche riconosciute solo per la sua nel campo scientifico per la loro eccezionale intelligenza. Alexis Wineman nel 2013 ha vinto il concorso di bellezza Miss Montana, affrontando una sfida altrettanto importante per lei: quella di presentarsi davanti a un grande pubblico.

Essere una ragazza autistica vuol dire, dunque, vivere la propria condizione individuale, rispettarla senza nasconderla, ma soprattutto essere ciò che si desidera, coltivare le proprie passioni, sperimentare i propri talenti ed essere accettate per come che si è.

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