Didattica a distanza e autismo

Nella didattica a distanza per l'autismo è molto importante la gradualità

La didattica a distanza è una modalità che bambini e ragazzi con autismo, famiglie, supervisori, terapisti e insegnanti si sono ritrovati a dover utilizzare durante l’emergenza sanitaria coronavirus.

Per molti è stata una scoperta che ha aggiunto nuove sfide all’apprendimento ed è successo perché è stata una sorpresa per tutti noi: nessuno aveva previsto di dover insegnare delle abilità funzionali alla modalità di insegnamento online alle persone con autismo e per questo molte di loro non sono pronte.

Abbiamo voluto, dunque, raccogliere alcune indicazioni di base utili ai professionisti e alle famiglie che stanno cercando consigli sull’applicazione della didattica a distanza nell’autismo.

 

Fare una rivalutazione iniziale

Rispetto agli interventi che normalmente si svolgono nei centri educativi, nel sostegno a distanza i terapisti si trovano a non poter contare più su un background a loro conosciuto. Per questo diventa molto importante compiere una rivalutazione, focalizzata sulle risorse presenti in casa. Questo può vuol dire anche fare una riunione con i familiari che si occuperanno di mediare l’intervento educativo, prima che questo avvenga, in modo da prepararsi adeguatamente insieme.

 

Partire da obiettivi minimi e strutturarli gradualmente

La maggior parte dei nostri bambini e dei nostri ragazzi non sono mai stati preparati ad affrontare la didattica a distanza, perciò è normale che alcuni di loro incontrino maggiore difficoltà nell’adattarsi a questa modalità, mancando dei prerequisiti.

Sarà utile quindi partire per gradi e non porsi obiettivi troppo ambiziosi. Le video-lezioni, ad esempio, non devono necessariamente durare un’ora, si può partire anche da quindici minuti o dal tempo che il ragazzo riesce a sostenere, senza forzarlo. Per individuare i giusti obiettivi educativi può esservi d’aiuto approfondirli con il nostro video-corso.

 

Familiarizzare con lo strumento per la didattica a distanza

Per avvicinare il ragazzo con autismo alla modalità didattica, sarà utile associare lo strumento a qualcosa che già conosce e trova piacevole. In quest’ottica quello che verrà chiesto allo studente sarà di fare qualcosa che già sa fare, su cui già si esercitava durante la terapia ABA nel centro educativo, senza introdurre nuovi insegnamenti.

 

Osservare accuratamente i comportamenti problema

La routine di alcuni bambini con autismo viene radicalmente cambiata quando si è costretti da cause di forza maggiore, come l’emergenza Covid-19, a restare a casa. Possono quindi accumulare uno stress particolare e avere dei comportamenti problema inediti e più frequenti.

Fare l’analisi di un comportamento a distanza è molto complesso. Oltre a un’attenta osservazione delle possibili cause che possono essere alla base della crisi, i familiari possono registrare dei video da mostrare al terapista e al supervisore ABA per permettere loro di svolgere un’analisi più accurata. In questo caso è importante che la scena non sia influenzata in nessun modo da altri elementi – nascondendo lo smartphone da cui si riprende la scena, ad esempio – e che il comportamento problema emerga nella sua forma più spontanea, per poter essere osservato chiaramente.

 

Programmare delle attività basate sulle motivazioni dello studente

Se ottenere l’attenzione del ragazzo autistico per svolgere delle attività risulta particolarmente difficile, sarà utile costruire delle attività che partano o che siano associate a elementi, azioni o giochi che piacciono al ragazzo e che permettano così di avvicinarlo agli strumenti della didattica a distanza gradualmente.

 

Utilizzare un sistema di token economy

Che sia il genitore o il terapista ad esercitare l’abilità insieme al ragazzo attraverso la didattica a distanza, l’apprendimento può essere agevolato dall’utilizzo di un sistema di rinforzo token economy. Bisogna ricordare, però, di concordare precedentemente il rinforzo da assegnare al termine dell’esercizio svolto con successo insieme ai familiari.

 

Mantenere e generalizzare le abilità nell’ambiente naturale casa

L’ideale per promuovere il mantenimento delle abilità apprese, oltre al non lasciare che passi troppo tempo senza esercitarle, è applicarle in ambiente naturale. Per un periodo di permanenza in casa sarà, quindi, utile fare un’indagine specifica con i caregiver sugli ambienti e le risorse disponibili, per progettare un intervento educativo che consenta di mantenere e generalizzare le abilità.

Durante tutto l’intervento educativo sarà fondamentale effettuare un’accurata presa dati, per tracciare lo sviluppo dell’acquisizione delle abilità dello studente. Con lo strumento My Easy ABA, il supervisore, il terapista o il genitore possono raccogliere i dati in modo affidabile, anche durante l’intervento a distanza, e lavorare su molte abilità, acquisite e non, semplicemente da computer.

 

L’emergenza sanitaria Covid-19 ha portato all’attenzione di tutti l’esigenza di uno studio specifico sulle modalità di interventi educativi e didattica a distanza nell’autismo. La comunità scientifica dei professionisti ABA di tutto il mondo si è mobilitata per creare e proporre nuovi protocolli di valutazione e di intervento. Aggiornarsi, consultare la ricerca ed essere rigorosi nella sua implementazione, quindi, si dimostra ancora una volta fondamentale per ogni professionista che lavora con persone con autismo e che ha come obiettivo il miglioramento della loro qualità di vita.

Ricorda che queste sono solo alcune indicazioni generali e che ogni intervento educativo va valutato con i professionisti che lavorano con la persona autistica e che ne conoscono la storia.

E tu cosa ne pensi di didattica a distanza nell’autismo? Hai domande e opinioni da condividere? Scrivile nei commenti.

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2 Risposte

  1. maria teresa grenna ha detto:

    Sono un’insegnate di sostegno dell’infanzia, in provincia di Alessandria, e per la mia esperienza personale, la didattica a distanza é impensabile in quanto, essendo il bambino che seguo, un caso di autismo gravissimo, non riesco assolutamente a fare interventi utilizzando nuove tecnologie perché sono motivo di CP e di conseguenza mi trovo in situazioni molto complesse anche perché la famiglia che dovrebbe fungere da mediatrice non è in grado di effettuare nessun tipo di intervento .
    Ora, considerando la situazione a dir poco gravissima, come potrei intervenire per impostare una didattica a distanza?

  2. Dalla Luna ha detto:

    Ciao Maria Teresa, dal tuo racconto è comprensibile la grande difficoltà che stai incontrando ed è ammirevole la tua voglia di trovare una modalità per avviare un lavoro a distanza. Certo per ciò che ci dici è difficile per te fare ciò senza un supporto. Lo studente è seguito da un centro specializzato o da un consulente specializzato? Se così fosse potresti chiedere supporto al fine di individuare insieme ai professionisti che lo seguono le giuste modalità per avviare un lavoro graduale, coinvolgendo piano piano anche la famiglia. Purtroppo consigliare una strategia specifica da mettere in atto non è semplice, non conoscendo lo studente, ma il consiglio generale che possiamo dare è quello di consultare gli specialisti che conoscono il ragazzo.

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