Impariamo a giocare

Quando supportiamo una persona con autismo il nostro obiettivo principale è renderla autonoma, capace di relazionarsi con gli altri e di sentirsi a proprio agio anche in contesti diversi da quello familiare. Allo sviluppo delle capacità utili a raggiungere questo obiettivo si lavora costantemente, non solo con la terapia giornaliera, ma anche creando momenti di interazione reale.

Per questo motivo Dalla Luna favorisce occasioni di incontro tra persone con autismo e neurotipici.

È nata in quest’ottica anche l’iniziativa Impariamo a giocare, che da gennaio a maggio 2018 coinvolgerà 40 bambini con autismo e a sviluppo tipico in una serie di giochi e attività, presso l’Istituto Comprensivo Gabelli di Santo Spirito, in provincia di Bari.

Gli incontri bisettimanali sono promossi insieme ad ASFA Puglia, associazione di genitori che vivono quotidianamente l’autismo al fianco dei loro figli, e grazie alla partnership con Tupperware Italia. Vittoria Morisco, presidentessa ASFA Puglia, volontaria e madre di un bambino con autismo ha osservato che «molto resta ancora da fare, considerando che numerosi progetti come Impariamo a Giocare si realizzano solo ed esclusivamente grazie all’intervento dei privati e nello specifico al generoso contributo dell’azienda Tupperware Italia che vogliamo ringraziare».

L’iniziativa rappresenta un prezioso stimolo per ogni bambino, autistico e non. Così l’incontro si rivela fruttuoso per tutti perché permette di conoscersi, abbattere i pregiudizi e sviluppare rispetto verso gli altri, condividendo un’esperienza divertente.

Facciamoci raccontare di più su Impariamo a giocare e sull’importanza dell’interazione tra bambini dalle coordinatrici del progetto firmato Dalla Luna, le dottoresse Celestina Aliano e Sonia Miracapillo.

 

Quali sono gli obiettivi di “Impariamo a giocare”?

Il progetto Impariamo a giocare ha l’obiettivo di favorire l’incontro tra persone con “diversi tipi di mente”, promuovendo delle attività che riescano a coinvolgere il corpo e il movimento come dimensioni esperienziali, favorendo la comunicazione intesa come capacità di esprimersi, di entrare in relazione con le persone, con lo spazio, gli oggetti e Il mondo circostante attraverso la conoscenza e la messa in gioco dei propri linguaggi espressivi vocali e non vocali. Alla base di questi obiettivi c’è la creatività di ogni bambino, promuovendo processi di simbolizzazione e di interazione con i pari.

 

Quali attività svolgono i bambini durante gli appuntamenti di Impariamo a giocare?

Le attività che vengono svolte sono giochi motori di vari tipi (esercizi di psicomotricità e pre-atletismo, percorsi ludico-motori, ecc.), a volte eseguiti singolarmente, altre in gruppo o in coppia. All’inizio di ogni attività vengono fatte esercitazioni di riscaldamento per poi procedere con dei giochi basati sulla percezione del corpo nel tempo e nello spazio usando anche dei piccoli attrezzi e oggetti o materiali facilitanti. Tali attività vengono create in base alle abilità e gli interessi dei bambini rendendole motivanti e piacevoli affinché possano esprimersi al meglio e l’ambiente diventi  un luogo piacevole e ricco di stimoli positivi dai quali possano trarre una vasta gamma di benefici, non solo in ambito sociale ma anche a  livello cognitivo e comportamentale.

Per un bambino con autismo è importante interagire con altri bambini?

Per i bambini con autismo avere la possibilità di vivere delle esperienze con i coetanei rappresenta un’occasione di crescita notevole e una possibilità di arricchimento. Per fare in modo che tale arricchimento si concretizzi vanno create delle condizioni di valore per entrambe le parti, infatti anche per il bambino a sviluppo tipico, inizialmente può non essere motivante far parte di questo scambio e così gradualmente impara ad entrare in punta di piedi in una mente che funziona in maniera differente, provando a conoscere tempi, spazi, interessi, modi di comunicare dell’altro, sviluppando una sensibilità che difficilmente si può sperimentare in altri contesti quotidiani. Allo stesso tempo  il bambino con autismo mette a nudo sé stesso, esibendo i propri punti di forza ma anche le proprie difficoltà che a volte, grazie all’aiuto dei coetanei, riescono a superare o in qualche modo a sovrastare, nonostante all’inizio non ci sia una vera motivazione legata all’interazione sociale, o perché non è stata mai sperimentata  o magari non ci siano state molte occasioni per mettere in pratica tale abilità. Ed è per questo che il tutto viene costruito attraverso le opportunità di gioco motivanti che vengono fornite nel corso degli incontri. Da questa unione nasce un rapporto autentico basato su uno scambio reciproco di emozioni, ascolto ATTIVO, cura e inevitabilmente spinge ad un percorso di inclusione sociale.

Le occasioni di inclusione sociale per i bambini con autismo, al di là dell’ambiente scolastico, sono frequenti?

No, purtroppo, le occasioni di inclusione sociale non sono ancora molto frequenti al di là della scuola, che da un po’ di anni a questa parte cerca di prestare maggior attenzione sul tema dell’inclusione sociale, ma sono sicuramente iniziative e progetti come questo che aiutano ad abbattere le barriere che si creano e a tal proposito è molto importare puntare su una maggiore informazione sull’argomento.

 

A cosa bisogna fare attenzione affinché ogni bambino con autismo si senta a suo agio in attività di gruppo e non le viva con disagio?

Affinché ogni bambino con autismo si senta a suo agio durante questo tipo di attività è fondamentale rispettare quelli che sono i suoi tempi, senza forzature e creando un ambiente in cui davvero egli voglia entrare a farne parte in modo tale da esprimersi al meglio. Non a caso l’esperienza motoria è in grado di incidere sullo sviluppo psico motorio dell’individuo e di promuovere un’esperienza attiva di confronto con l’altro e con l’ambiente circostante.

 

Cosa nasce dall’incontro tra bambini neurotipici e bambini con autismo?

Dall’incontro tra bambini autistici e i loro coetanei nasce la possibilità di creare un’esperienza unica e irripetibile, perché offre l’occasione di comprendere meglio il mondo e le sue regole, di accettare e affrontare piccole difficoltà di ogni giorno. È paragonabile ad una palestra di vita che fornisce strumenti e strategie per andare in contro alla quotidianità che viviamo ogni giorno, senza dimenticare che questo può essere fatto divertendosi e abolendo l’idea che rapporti del genere non possano esistere.  Come diceva Marcel Proust “il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è”.

 

 

 

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