Mindfulness e autismo, qui e ora

La mindfulness nell'autismo può ridurre disturbi dell'umore, d’ansia, del sonno e problemi comportamentali

Quando i pensieri affollano la nostra mente, il modo migliore per fare chiarezza è concentrarsi sul qui e ora. A consigliarcelo è la mindfulness, una pratica che si basa sul principio della consapevolezza e che, se esercitata con assiduità, può trasformarsi in n un’attitudine personale molto utile.

Anche per alcune persone con autismo la mindfulness può rappresentare un valido aiuto per interrompere il flusso di pensieri ripetitivi e gli stati di stress. Conosciamola meglio!

 

La pratica del qui e ora

Con il termine mindfulness vengono indicate un insieme di pratiche meditative che si concentrano sulla respirazione e la consapevolezza sensoriale, volte a portare l’attenzione verso il momento presente, con l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità cognitiva e le risposte emotive allo stress.

Ronald Siegel, tra i maggiori esperti di mindfulness al mondo, nel libro Qui e ora distingue tre differenti tipi di pratica: la pratica informale, la pratica formale e la pratica in ritiro.

La pratica informale della mindfulness consiste nel rivolgere un’attenzione consapevole a quel che accade, immergendosi esclusivamente nel momento presente. Bisognerà quindi concentrarsi sulle sensazioni che qualsiasi attività può generare in noi, senza lasciarsi distrarre dai pensieri esterni, che possono intervenire sul nostro presente per ripercorrere il passato o anticipare il futuro.

Non è una pratica che necessità condizioni speciali, anzi sarà proprio l’abitudine ad integrarla nelle attività giornaliere a promuoverne i vantaggi. Per sperimentarla, ad esempio, basterà provare a concentrarsi sulla sensazione dell’acqua che scorre sulla pelle mentre si è sotto la doccia, evitando di lasciarsi trasportare dai pensieri sulla giornata che ci aspetta.

La pratica di meditazione formale, invece, corrisponde a una vera e propria palestra per la mente, perché richiede di dedicare una certa quantità di tempo alla pura meditazione. Nella maggior parte dei casi, si sceglie un oggetto di attenzione specifico, come ad esempio il respiro, impegnandosi ogni qualvolta la mente vaga, a riporta l’attenzione su quell’oggetto.

La pratica in ritiro è quella più intensa, che richiede alla mente di dedicarsi interamente alla coltivazione della consapevolezza sul qui e ora.

La meditazione di consapevolezza si è rivelata utile soprattutto nel lavoro su depressione, ansia, disturbi del sonno, aggressività, rabbia e problemi comportamentali.

Praticare assiduamente la mindfulness, infatti, sembra ridurre notevolmente la ruminazione ansiosa e depressiva, cioè la comparsa di pensieri ripetuti e ripetitivi, solitamente negativi, con l’effetto di promuovere una maggiore capacità di riflettere sui propri stati mentali con consapevolezza.

 

Effetti positivi della mindfulness sull’autismo

La mindfulness può rivelarsi un valido alleato nel trattamento di alcuni aspetti legati alla condizione autistica.

Alcuni studi condotti nell’ambito della terapia cognitivo-comportamentale hanno dimostrato l’efficacia della mindfulness nel trattamento di disturbi dell’umore, d’ansia, del sonno e problemi comportamentali, aspetti con cui si trovano a convivere spesso anche le persone con sindrome di Asperger e autismo ad alto funzionamento.

In alcune persone con autismo, inoltre, sono riscontrabili gravi deficit dell’attenzione, alla base di comportamenti che possono risultare impulsivi e dirompenti. Queste potrebbero trarre particolare vantaggio dalla pratica della mindfulness che, orientandole nel mantenere il focus attentivo in modo più funzionale, migliorerebbero complessivamente le loro funzioni esecutive.

La meditazione di consapevolezza, inoltre, è basata sull’esecuzione di semplicissime istruzioni. Ciò permetterebbe, dunque, di ridurre l’impatto della mediazione linguistica per coloro che hanno difficoltà nel linguaggio.

Anche il contesto intorno alla persona con autismo può generare ulteriori effetti positivi attraverso la mindfulness. Alcune evidenze scientifiche hanno dimostrato, infatti, che una praticata costante esercitata da genitori e staff educativo, riduca i comportamenti problema nei figli e nelle persone con autismo a loro vicine. La mindfulness facilita il distacco da risposte abituali disfunzionali e guida i caregiver verso l’assunzione di comportamenti di cura più efficaci, lontani da iper-controllo e iper-reattività.

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