Voglio andare lontano: le motivazioni e l’esperienza

Voglio andare lontano è il progetto di Dalla Luna che trasforma la passione dei ragazzi autistici per la cucina in un'occasione per il futuro.

Voglio andare lontano è un percorso di formazione che accompagnerà 16 ragazzi autistici tra i 14 e i 30 anni alla scoperta della vita da ristoratore.

Grazie ai trainer di Ad Horecascuola di Modugno (Bari) dedicata ai professionisti del settore Ho.re.ca, i ragazzi impareranno a cucinare e a preparare un menù e una drink list da presentare nel corso di una serata gestita da loro.

Per rendere l’adesione al corso completamente gratuita per le famiglie e permettere a più ragazzi di partecipare e di estendere l’esperienza di apprendimento, Dalla Luna ha dato il via ad una campagna di crowdfunding, una raccolta fondi online a cui tutti possono dare il loro piccolo o grande contributo, anche tu!

Vogliamo rendervi partecipi anche del lavoro che c’è dietro questo progetto e delle motivazioni che hanno portato gli psicologi e i terapisti di Dalla Luna a proporlo. Parliamo con le coordinatrici del progetto, le dottoresse Sara Alfio e Sabrina Dellino.

 

Come mai avete scelto di promuovere un progetto focalizzato sulla cucina e sulla ristorazione?

S. D. – L’idea è nata osservando gli interessi speciali dei nostri ragazzi. Fra le abilità sociali che insegniamo loro c’è anche quella di cucinare piatti semplici ed è in queste occasioni che abbiamo potuto constatare come molti sono fortemente motivati da questa attività. Confrontandomi con i colleghi ho pensato di chiedere aiuto a degli amici che lavorano nella distribuzione del food and beverage ed è grazie a loro che è nata la collaborazione con l’azienda Ad Horeca che si occupa di formazione nel settore ristorazione. Michele Scutari, amministratore dell’azienda, da subito si è mostrato disponibile non solo a costruire insieme a noi un percorso formativo di alto livello, ma anche a finanziarlo per buona parte in modo da renderlo completamente gratuito per le famiglie dei ragazzi.

 

Quali difficoltà incontra un ragazzo autistico al termine del ciclo scolastico. E nell’accedere al mondo del lavoro?

S. D. – Da anni lavoro nelle scuole secondarie superiori come educatore per il servizio di assistenza specialistica, e spesso mi interrogo su cosa ne sarà dei ragazzi che seguo una volta terminato il percorso di studi, visto che l’attenzione nei loro confronti da parte delle istituzioni pubbliche diminuisce man mano che raggiungono la maggiore età. Sembra quasi che dopo non ci sia più un attenzione alle loro esigenze di vita e al passaggio dall’infanzia all’età adulta. Questo ovviamente crea dei grossi problemi per le famiglie dei ragazzi autistici, che lasciate sole non riescono a pensare ad un futuro sereno per i loro figli. Noi siamo convinti che ci sia una reale possibilità di costruire reti sociali in grado di progettare un concreto futuro lavorativo per i ragazzi e le ragazze con autismo; in tal senso stiamo lavorando sulla sensibilizzazione e conoscenza di queste tematiche, perché spesso le reti non si costruiscono perché la comunicazione è carente o imprecisa.

 

Noi siamo convinti che ci sia una reale possibilità di costruire reti sociali in grado di progettare un concreto futuro lavorativo per i ragazzi e le ragazze con autismo Dott.ssa Sabrina Dellino

 

Come si svolgerà il corso?

S. A. – Prima di tutto vorrei dire che questo non sarà, solo, un corso di formazione. Io la definirei un’esperienza formativa che, oltre a insegnare nuove abilità e conoscenze, avrà l’obiettivo di ampliare il bagaglio esperienziale dei ragazzi con nuove relazioni, nuovo ambienti e nuove sfide che gli aiuteremo a vincere.

Comunque l’esperienza potremmo suddividerla in 4 fasi:

Fase 1 – In questa fase i formatori di Ad Horeca e gli operatori di Dalla Luna si incontreranno per capire come integrare le loro professionalità e pianificare il percorso formativo. In questa sede, inoltre, verranno suddivisi i ragazzi in due gruppi; in base alle loro propensioni e abilità si formerà il gruppo che si occuperà del della creazioni di drink e quello che si occuperà della realizzazione di finger food.

Fase 2 – Questa è la fase in cui i ragazzi si sperimenteranno nei locali attrezzati di AD Horeca. Per 10 ore saranno seguiti dai formatori Ad Horeca e operatori Dalla Luna confrontandosi con strumentazione professionale, ambienti molto simili a cucine e banconi bar reali.

Fase 3 – In questa fase si provvederà al consolidamento di alcune abilità chiave nel centro educativo Dalla Luna. Qui si avrà la possibilità di fare di perfezionare e potenziare singole abilità in modo molto più preciso ed efficace, in modo da preparare in nostri ragazzi alla fase finale.

Fase 4 – Questo sarà il gran finale. Verrà organizzata una serata in un vero locale in cui i ragazzi metteranno in pratica ciò che hanno imparato e potranno finalmente godere del risultato del loro lavoro. A questa serata verranno invitati i genitori e istituzioni.

 

Sarà un’esperienza formativa che, oltre a insegnare nuove abilità e conoscenze, avrà l’obiettivo di ampliare il bagaglio esperienziale dei ragazzi con nuove relazioni, nuovo ambienti e nuove sfide che gli aiuteremo a vincere. – Dott.ssa Sara Alfio

 

Quali abilità svilupperanno i ragazzi?

S. A. – I ragazzi grazie a questo progetto svilupperanno abilità manuali legate alla manipolazione dei cibi e aumenteranno le loro conoscenze merceologiche relative alle materie prime. Inoltre impareranno a utilizzare queste abilità in un contesto lavorativo! E credo che questa sia la vera novità di questo progetto. Il vero salto di qualità, credo, sia proprio quello di abilitarsi al lavoro, cioè di trasformare delle abilità di autonomia, come (prepararsi la merenda, farcirsi un panino o preparare un dolce) in abilità lavorative.

 

Oltre alle competenze pratiche, quale altro impatto positivo può avere un percorso di formazione lavorativo nella vita di una persona con autismo?

S. D. – Un impatto importantissimo perché li apre al mondo esterno e al confronto con gli altri. Tutti sappiamo quanto le abilità sociali siano spesso compromesse per buona parte dei soggetti autistici, ma sappiamo anche che si possono insegnare, quindi quale occasione migliore per metterle in pratica in maniera corretta avendo anche di base una forte motivazione. Inoltre aggiungo che grazie al confronto si creano occasioni di arricchimento reciproco tra persone autistiche e neurotipiche. Di recente mi è capitato di leggere una bellissima frase di Einstein che in sostanza dice: “Le differenze non bisogna semplicemente sopportarle, ma accoglierle considerandole un arricchimento per l’esistenza di tutti.

 

Anche tu puoi sostenere Voglio andare lontano, dando il tuo contributo e ricevendo una ricompensa, in modo semplice e sicuro attraverso la piattaforma Eppela. La più grande delle ricompense sarà però aver contribuito a regalare un’esperienza arricchente sotto diversi punti di vista ai ragazzi e aver dimostrato che le persone autistiche possono sviluppare abilità pratiche e accedere al mondo del lavoro come tutti.

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